Convegno annuale dell'Istituto Studi Ecumenici - Venezia in collaborazione con la Facoltà di Teologia Evangelica Ludwig Maximilians Universität - Monaco di Baviera  giovedì 16 marzo  dal titolo:

 I FRANCESCANI E LA RIFORMA, IERI E OGGI

 

1517: anno significativo non solo per la Riforma protestante, ma anche per l’Ordine dei Frati Minori che con la Bolla Ite Vos vide riconosciuta, da papa Leone X, l’autonomia dei Frati Minori della Regolare Osservanza dai Frati Minori Conventuali. Riflettere su questo doppio 1517 è l'obiettivo del nostro convengo. Ci sono, e quali sono, i legami fra queste due riforme? Che risonanza ha avuto Francesco nel mondo luterano? come si sono orientati i francescani rispetto alla Riforma? e, infine, che rapporto c'è oggi fra francescanesimo e l'azione di riforma della Chiesa cattolica avviata da papa Francesco? A queste domande vogliono provare a rispondere storici e teologi, cattolici ed evangelici, convocati nella sede veneziana dell'ISE.

Al convegno su “I francescani e la riforma, ieri e oggi”, organizzato il 16 marzo 2017 dall’ISE per commemorare il 500° anniversario della Riforma, si sono confrontati cinque relatori, impegnati a mettere in luce l’influsso delle idee luterane sul francescanesimo di allora e sue ricadute nell’oggi. Il prof. Giuseppe Buffon, dell’Antonianum di Roma, ha incentrato il suo intervento sulle discussioni all’interno del mondo francescano, soprattutto italo/iberico, avvenute tra il Cinquecento e il Seicento, sollecitate dalla diffusione nei monasteri del concetto di libertà di coscienza, che per alcuni si contrapponeva a una rigida osservanza della regola istituita dal fondatore. Nella sua lunga carrellata di nomi, idee ed eventi, ha messo in luce la trasversalità ideologica e geografica del fenomeno e l’effervescenza che abitava le molte realtà. Sulle idee francescane nel mondo protestante ha parlato poi il prof. Jörg Lauster dell’Università di Monaco. Ha illustrato il passaggio da un atteggiamento critico e ambiguo verso Francesco d’Assisi al tempo di Lutero all’apprezzamento per la sua attenzione ai poveri, per cui si è iniziato a trattarlo con rispetto e infine a stimarlo per la sua dimensione spirituale, l’ascesi e l’amore per la natura. Teologi moderni ne sottolineano l’individualità religiosa, il misticismo; molti vedono in lui un Lutero prima di Lutero, però reputano la sua imitazione di Cristo non trasportabile nell’oggi, per cui si guarda a lui con una certa malinconia. L’opinione che Lutero aveva di Francesco, pur essendo un argomento poco trattato dai biografi, è stata analizzata dal prof. Riccardo Burigana dell’ISE. Avvalendosi degli scritti sulle prediche e sui discorsi a tavola del riformatore, ha dedotto che Lutero riteneva Francesco un uomo buono, un modello, il cui esempio di riforma evangelica, però, era spesso trascurato dai suoi confratelli e soprattutto dalla Chiesa. Dalla descrizione dei francescani conosciuti da Lutero, il quale ebbe con loro anche delle dispute, emerge la sua poca stima verso di loro, con l’eccezione di chi aveva lasciato l’ordine mantenendone la spiritualità. Anche per il prof. Michele Cassese dell’ISE, in quel periodo la famiglia francescana sperimentava una grande inquietudine, lacerata com’era da controversie interne. Il tema delle indulgenze sollevato da Lutero fu vissuto con una certa ambiguità; riguardo agli scritti luterani, ci fu chi li bruciava, ma anche chi sperava che ne venisse la riforma tanto attesa. Nel veneziano, ad esempio, non pochi simpatizzavano per le idee della riforma e alcuni si mostravano vicini agli spirituali di Napoli. Ha dedotto che quell’esigenza di riforma non era solo morale, disciplinare, ma anche teologica. Infine, il francescano conventuale prof. Luciano Bertazzo, della Facoltà teologica di Padova, ha cercato assonanze e risonanze che, scavalcando secoli, da s. Francesco sono arrivate a papa Bergoglio. Segni che nel ministero del papa richiamano il santo sono da lui rintracciati nella cura della casa comune, nei pellegrinaggi ad Assisi, nella preferenza per i poveri, nella scelta del motto, nell’abbraccio con le creature bisognose, nel tema della Chiesa in uscita. Del francescanesimo di papa Francesco, che vive della solidità gesuitica ma anche della libertà evangelica di rompere schemi consolidati, il relatore ha posto in rilievo questi aspetti: l’inquietudine cristiana della ricerca, l’incompletezza di un pensiero non aperto, l’immaginazione necessaria per un discernimento nel Signore. L’utilità, auspicata dai relatori, di ulteriori approfondimenti su quel travagliato periodo e l’interesse che tuttora suscita la figura di s. Francesco, fattasi valore universale, si sono rese evidenti anche dai numerosi e puntuali interventi del folto pubblico presente in aula.           

 

 

 

 

Biblioteca San Francesco della Vigna

Biblioteca San Francesco della Vigna

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