Corso di licenza
Corso di licenza dell'istituto di studi ecumenici
Per svolgere il suo compito ecumenico, la chiesa ha bisogno di un buon numero di esperti in questa materia: ministri ordinati, religiosi, laici, uomini e donne. (Giovanni Paolo II)
La Chiesa di San Francesco della Vigna si trova nell'omonimo Campo di San Francesco della Vigna nel sestiere di Castello. Il suo ampliamento prende il via nel 1534 ad opera di Jacopo Sansovino e viene completata nel 1554. Tra il 1564-1570, Andrea Palladio dà vita all'imponente facciata che fa di questa chiesa una delle opere rinascimentali più belle della città.
L'identità dell'Associazione
L'Associazione, costituita con rogito notarile il 09.01.2007, quale Organismo non lucrativo di utilità sociale ed iscritta all'Anagrafe ONLUS presso l'Agenzia Regionale delle Entrate, si prefigge, conformemente da quanto previsto dall'art. 4 del proprio statuto, di assicurare un valido supporto all'attività accademica e culturale dell'ISE, Istituto di Studi Ecumenici S. Bernardino di Venezia (Facoltà teologica ad indirizzo ecumenico della Pontifica Università Antonianum di Roma).
Gli scopi dell'Associazione sono rivolti:
a) alla valorizzazione, all'incremento e alla tutela del patrimonio della biblioteca di cui dispone l'ISE;
b) all'erogazione di borse di studio e di altri sussidi agli studenti che provengono dai paesi economicamente svantaggiati e da comunità prive di mezzi economici, onde consentire agli stessi di percorrere l'iter degli studi accademici presso l'ISE;
c) alla organizzazione di convegni, di seminari di studio e di ricerca sui temi della promozione dei diritti umani e della cultura della pace.
Struttura dell'Associazione
I Soci costituiscono la base dell'Associazione, potendo farne parte tutti coloro che ne condividono le finalità e ne accettano lo statuto, nonché gli enti pubblici e privati, ivi comprese le imprese, che intendono concorrere alla realizzazione delle finalità statutarie.
L'Associazione attua i propri scopi attraverso:
a) l'Assemblea dei Soci, le cui delibere sono finalizzate a concretizzare le linee direttive dettate dallo statuto sociale;
b) il Consiglio Direttivo, considerato l'organo propulsore e gestionale delle attività dell'Associazione;
c) il Collegio dei Revisori dei Conti, con il compito di verificare la correttezza della gestione economica e patrimoniale dell'Associazione.
Cinque per Mille
Con la dichiarazione dei redditi è possibile versare il 5 per mille a favore dell'Associazione. E' sufficiente mettere la propria firma e riportare il numero del codice fiscale dell'Associazione, 94064590279, nell'area 'sostegno delle organizzazioni di utilità sociale' (la prima a sinistra).
A prima vista, l'interno della chiesa di San Francesco della Vigna presenta un'architettura semplice dove tutto sembra convergere verso l'altare maggiore, che domina tra il presbiterio e il coro.
L'altare maggiore si eleva maestoso su cinque gradini. Si presenta con un arco trionfale sorretto da otto colonne scanalate con capitelli corinzi. Al centro del frontespizio, in legno policromo, è rappresentato il Padre eterno benedicente, mentre ai lati l'annuciazione dell'angelo Gabriele (sinistra) alla Vergine Maria (destra).
L'altare è della seconda metà del XVI secolo eseguito dai lapicidi Antonio fu Cristoforo da Bisson e Simone Sorella, su disegno attribuito a Girolamo Campana (1552-1626). La parte superiore dell'altare è di autore ignoto. Nel 1649 Baldassare Longhena (1552-1626) ornò la mensa di marmi finissimi di stile barocco e alle otto colonne corinzie vi sovrappose un frontespizio in stile barocco. Tra le colonne dell'altare vennero collocate le statue di S. Francesco e di S. Antonio (spostate a destra e sinistra dell'altare nel 1864).
Addossati alle pareti ci sono due monumenti sepolcrali, quello di sinistra dedicato al doge Andrea Gritti, e quello di destra al suo avo e precettore Triadano. I due monumenti, di identica fattura, sono stati attribuiti al Sansovino, al Palladio e allo Scamozzi.
All'inizio del presbiterio, sul lato sinistro, si trova anche l'elegante immagine gotica della Madonna dell'Umiltà opera di autore ignoto della fine del XIV secolo. La tavola, di particolare bellezza, proviene dalla Congregazione di S. Maria dell'Umiltà della chiesa della Celestia .
Sotto l'icona si trova la tomba sepolcrale del Beato Matteo da Bascio, uno dei grandi riformatori dell'Ordine Francescano e co-fondatore dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Morto il 5 agosto 1552 a San Moisé e sepolto dapprima nel coro della chiesa, venne successivamente posto nella collocazione attuale per decreto del Nunzio Apostolico Lodovico Bacatello, perché l'afflusso dei devoti impediva ai religiosi la recita del divino ufficio.
Il coro faceva parte della primitiva chiesa e venne sottoposto a impegnativi restauri di consolidamento nel 1724 e nel 1905. Gli stalli e i cornicioni del coro vennero eseguiti nel 1710, mentre le spalliere furono realizzate ad intarsio da Gian Marcantonio Canozio da Lendinara e facevano parte del vecchio coro del XVI secolo.
L'organo settecentesco è opera del francescano Pietro Nacchini che fu un attivo costruttore di eccellenti organi in Italia e in Dalmazia.
Sopra gli stalli del coro vi si trovano numerosi quadri. Sul lato sinistro: a) San Francesco che intercede per un'inferma (1620 circa), di Pietro Mera; b) Cristo benedice Venezia, di Palma il Giovane (post. al 1604); c) Immacolata, di Giorgio Lazzarini (1710-1714); d) San Pietro d'Alcantara che comunica Santa Teresa d'Avila, di Umile da Foligno (sec. XVII); e) La Vergine col Bambino esaudisce le preghiere dei Santi Francesco e Domenico per aver liberato Venezia dalla peste, di Domenico Tintoretto (1631).
Sul lato destro del coro: a) La Vergine supplica Cristo di liberare Venezia dalla peste, di Domenico Tintoretto (1631); b) San Pietro d'Alcantara attraversa miracolosamente un fiume, di Umile da Foligno (sec XVII); c) Santissima Trinità, di Francesco Maggiotto (fine XVIII sec.); d) Cena a casa del Fariseo, di Andrea Michieli, detto il Vicentino (inizio XVII sec); e) La Vergine che porge il Bambino a San Francesco, di Palma il Giovane (inizio XVII sec.)
All’Istituto di Studi Ecumenici possono iscriversi ecclesiastici e laici che sono in possesso dei requisiti richiesti per poter compiere gli studi superiori in una università ecclesiastica.
Le domande, corredate dalla prescritta documentazione, devono essere presentate presso la sede dell’Istituto durante l’orario di apertura della segreteria entro il termine stabilito dal calendario accademico.
Si ricorda che non si può essere iscritti contemporaneamente a più facoltà o istituti di carattere teologico.
Allegati da inoltrare alla segreteria

Le biblioteca del convento, le cui origini risalgono al XIII secolo, dopo varie vicissitudini storiche è ora biblioteca provinciale e di supporto all'Istituto di Studi Ecumenici. L'attuale patrimonio librario della biblioteca consiste di un fondo antico composto di circa 30.000 volumi e di un fondo moderno di circa 80.000 opere. A tale patrimonio librario va aggiunta la sezione delle riviste che conta 665 testate (363 correnti e 302 cessate).